La decisione del Consiglio dei Ministri di oggi di aumentare le accise anziché diminuirle, segna la distanza tra politica e le priorità dei cittadini e del Paese.
Questo parte del commento che il Coordinamento Nazionale Unitario Faib Confesercenti - Fegica Cisl ha affidato alla seguente nota, qui scaricabile anche in versione pdf.
COMUNICATO STAMPA del 23 marzo 2011
BENZINA: LA DECISIONE DEL CDM E' UN ATTO INCOMPRENSIBILE E ANTIPOPOLARE
IL GOVERNO RESPONSABILE DI AFFOSSARE I CONSUMI E ALIMENTARE L'INFLAZIONE
La decisione del Consiglio dei Ministri di oggi di aumentare le accise sui carburanti dimostra tutta la distanza che la politica e questo Governo in particolare continuano a mettere tra sé ed il sentire comune, le priorità che la realtà di tutti i giorni mette drammaticamente di fronte ai cittadini di questo Paese.
Questo il commento del Coordinamento Nazionale Unitario di Faib e Fegica, le organizzazioni di categoria dei gestori di Confesercenti e Cisl.
Mentre i prezzi dei carburanti -prosegue la nota congiunta sottoscritta dai Presidenti, Martino Landi e Roberto Di Vincenzo- non accennano a frenare la loro impennata, sotto la spinta delle tensioni internazionali e delle speculazioni finanziarie; mentre i consumi continuano a registrare battute d’arresto; mentre si riaccendono pericolose tendenze inflazionistiche; proprio in una tale prolungata congiuntura, il Governo non trova di meglio che imporre una nuova “tassa sul macinato” ed aggravare tutti gli indicatori che frenano una ripresa indispensabile per la vita delle famiglie e della collettività.
A nulla valgono gli appelli -venuti praticamente da tutte le direzioni- a restituire, per l’intanto, il maggior gettito di IVA derivante dall’aumento dei carburanti fatto registrare dall’inizio dell’anno ad oggi: un maggior gettito, non previsto, che vale circa 400 milioni di euro nel breve volgere degli ultimi mesi.
Al contrario, proprio mentre al Ministero dello sviluppo economico si pretende di ricercare con gli operatori del settore, azioni capaci di contenere il costo dei carburanti, il Governo si rende responsabile, in modo del tutto incomprensibile, di un aumento delle accise (alle quali si aggiungerà in automatico la relativa IVA), sul modello già sperimentato ripetutamente dai tanto vituperati Governi della prima Repubblica.
E’ una logica che rifiutiamo -conclude la nota del Coordinamento Unitario- e che riteniamo non sia sopportabile dal Paese. Ogni centesimo sui carburanti vale un movimento annuo di 360 milioni di euro, 700 miliardi delle vecchie lire!- Pubblicato il ddl "mani libere" ai petrolieri De Vita/Cursi. I Gestori: abbiate il coraggio di sommare i due testi e approvate subito la riforma.
- Una firma per un pieno meno caro: un ottimo investimento
- Prende l'avvio in Senato l'esame della riforma "Libera la benzina!". Ma le forze della "controriforma" provano ad organizzarsi.
- Il 25 luglio suona il clacson contro le accise sui carburanti. I "lavoratori della strada" e i consumatori uniti contro il caro carburante.
- Carburanti. Il Senato al Governo: 'elimini le pratiche che comprimono l'imprenditorialità dei gestori e puniscono i consumatori.'







