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Il Governo "manovra" per rafforzare il "cartello" dei petrolieri. Faib e Fegica scrivono a Napolitano. Giovedì prossimo audizione al Senato sulla riforma.

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Berlusconi_bisDopo anni di inerzia e disinteresse, di annunci senza seguito e di impegni mai mantenuti, il Governo improvvisamente utilizza il "veicolo emergenziale" della manovra finanziaria per mettere mano alla distribuzione carburanti.

Solo che lo fa', con ogni evidenza, sotto dettatura, traducendo in legge i desideri dei petrolieri, messi ormai alle strette dall'incedere del dibattito parlamentare sulla riforma che mette in discussione gli interessi, palesi ed occulti, che da sempre consentono loro di tenere sotto un rigido controllo anticoncorrenziale tutti i livelli della filiera, il mercato e i prezzi dei carburanti.

Secondo le indiscrezioni trapelate, spirito e testo (qui in allegato) di quella che -senza alcuno sforzo di fantasia, né pudore- viene definita "razionalizzazione della rete distributiva dei carburanti", non sono per niente nuovi.

Ricalcano con pochi aggiustamenti -"saltano" i tabacchi dal non oil, nella guerra tra bande di monopolisti che vede soccombere i petrolieri, e i "prezzi settimanali", richiesti dai consumatori- quelli già approvati (e poi precipitosamente ritirati) nel Consiglio dei Ministri del 7 febbraio scorso, oltreché quelli contenuti nel progetto di legge Cursi/De Vita, attualmente all'esame del Senato insieme a "Libera la benzina!".

Si tratta, in definitiva, di un insieme di interventi che non hanno alcuna ambizione riformatrice, non aprono in nessun modo il mercato, non lo rendono più concorrenziale, non eliminano i vincoli che impediscono ogni competitività e modernizzazione della rete, non hanno alcuna speranza di incidere sulla dinamica dei prezzi e sul loro contenimento.

Unico, sfacciato obiettivo quello di proteggere la posizione dominante e oligopolistica delle compagnie petrolifere, rimuovendo quei pochi limiti che ancora la legge poneva al loro strapotere.

Un obiettivo che non poteva essere rimandato oltre, se il Governo ha ritenuto di doverlo inserire in un provvedimento dedicato a ben altre questioni e, soprattutto, se lo ha dovuto fare nonostante non ricorrano, in modo palese, i presupposti di necessità ed urgenza che la Costituzione stessa richiede per ricorrere alla decretazione d'urgenza.

Proprio a questo proposito, il Coordinamento Nazionale Unitario di Faib e Fegica ha scritto una comunicazione urgente (qui in allegato) al Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, all'attenzione del quale, in queste ore, viene posto il testo della "manovra" nel suo insieme, per la controfirma.

Nonostante il "massimo sforzo" prodotto dal Governo per placare le insistenze dei petrolieri e soddisfare ogni loro richiesta, l'iter parlamentare sulla riforma del settore e del progetto di legge "Libera la benzina!" in particolare, non si arresta.

Con questa settimana prendono avvio le audizioni del comitato ristretto nominato dalla X Commissione Industria del Senato.

Giovedì 7 luglio sarà la volta delle delegazioni di Faib Confesercenti e Fegica Cisl.

L'iniziativa per liberare la distribuzione ed i prezzi dei carburanti dall'invadenza assoluta delle compagnie petrolifere va avanti.

 

Tutto quello che devi sapere su "Libera la benzina!"

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