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Mercato all'ingrosso, unbundling e fine esclusiva nella prima bozza del decreto sviluppo.

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decreto_sviluppo_2"Al fine di garantire un assetto maggiormente concorrenziale del mercato nazionale dei carburanti per uso di autotrazione e assicurare il contenimento dei prezzi di vendita al consumo, entro tre mesi dalla data di entrata in vigore della presente disposizione, il Gestore dei mercati energetici Spa, che dalla data di entrata in vigore della presente disposizione assume la denominazione di Gestore dei mercati energetici e dei carburanti per uso di autotrazione (GMEC Spa), definisce un mercato organizzato all'ingrosso dei carburanti, secondo i principi di neutralità, trasparenza e concorrenza, nel quale sono negoziati, con listini almeno settimanali, prodotto petroliferi destinati all'autotrazione."

Così recita il primo comma dell'articolo 48 della prima bozza, datata 18.10.11, del decreto legge che va sotto il nome di "decreto sviluppo", attualmente allo studio del Governo (vedi allegato).

L'articolo 48, composto di 8 commi, introdurrebbe molte novità rispetto all'attuale assetto della distribuzione carburanti: oltre alla costituzione del "mercato all'ingrosso" -destinato a sostituire le quotazioni virtuali del Platt's- viene introdotto il concetto di "separazione delle reti" (unbundling) che trova riscontro già in altri settori, allo scopo di impedire che uno stesso soggetto possa controllare il prodotto lungo tutta la filiera "dalla culla alla tomba".

Inoltre, verrebbe previsto il divieto di imporre "vincoli unilaterali, tesi a limitarne la possibilità di approvvigionamento, ai gestori degli impianti per la distribuzione dei carburanti, i quali, perciò, possono rifornirsi liberamente attraverso il servizio assicurato da Acquirente Unico Spa o, in alternativa, da qualunque produttore o rivenditore nel rispetto della vigente normativa nazionale e dell'Unione europea."

Infine, riguardo i prezzi di vendita dei carburanti, la bozza di decreto renderebbe obbligatorio l'esposizione unicamente del prezzo effettivamente praticato, vietando qualsiasi pubblicizzazione di eventuali sconti, eliminando la giungla di cartelli fuorvianti, quando non ingannevoli, fioriti sui punti vendita in questi ultimi anni.

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Una firma per un pieno meno caro: un ottimo investimento

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rdvIn questo Paese è consuetudine fare sempre affermazioni e proclami: la benzina costa troppo; lo Stato incassa troppi soldi; l’iva che grava sugli aumenti del prezzo industriale è insopportabile.

Quando però si tratta di trovare le soluzioni, ci si divide.

E questo è dovuto soprattutto al fatto che gli interessi in gioco sono molto alti, per cui ogni “ricetta” proposta è in realtà viziata dal tentativo, spesso fin troppo scoperto, di avvantaggiare questo o quel soggetto economico.

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La solita vecchia storia: il Governo aumenta il prezzo dei carburanti e fa' un regalo ai petrolieri. Gestori pronti allo sciopero nazionale.

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vignetta_incantatore_3Non servivano certo una "seconda Repubblica", né "la scesa in campo" di Berlusconi, per ripetere quello che avevamo già visto fare immancabilmente a tutti i Governi Andreotti: aumentare le accise sui carburanti e prestarsi a dare una sistemata ai guai delle compagnie petrolifere.

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Nasce il "Comitato 25 luglio" con consumatori e "lavoratori della strada". Primo atto: massimo sostegno a "Libera la benzina!".

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comitato25luglio3Si è costituito il "Comitato 25 luglio" a cui hanno già aderito le maggiori sigle associative di consumatori e delle categorie di lavoratori e di imprese che, a diverso titolo, operano, offrono e usufruiscono dei servizi legati alla mobilità in particolare stradale:

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Il grande sostegno all'iniziativa legislativa assunta da Faib e Fegica

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landimartino1Faib e Fegica, ad un mese dalla presentazione, in conferenza stampa, del DDL “libera la benzina” insieme a Confesercenti e Cisl, rappresentate ai massimi livelli confederali, vedono la proposta sottoscritta, a metà Aprile, da circa 50 parlamentari, tra Camera e Senato, di diversi schieramenti politici, e sostenuta da circa 150 mila firme, già raccolte su tutto il territorio nazionale.

Intorno al disegno di legge, con sostegno popolare, si è, dunque, aperta una grande mobilitazione di strutture territoriali e uomini, insieme impegnati in queste settimane, e nelle prossime, a raggiungere l’obiettivo delle 500.000 adesioni.

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