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"Libera la benzina!": poche misure per prezzi più bassi.

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Disegno di legge
d’iniziativa parlamentare
con il sostegno popolare


per la riorganizzazione e l’efficienza del mercato petrolifero e per il contenimento dei prezzi dei carburanti per uso di autotrazione e dei prodotti petroliferi in generale


Indice:

LE PREMESSE. La “liberalizzazione” e i prezzi dei carburanti.

Gli obiettivi della riforma. 6 passi verso il mercato e la concorrenza.

Gli effetti attesi. I vantaggi per la collettività ed i consumatori.

Prezzi piu’ bassi: si puo'! Un mercato all’ingrosso liberamente accessibile a tutti.

La giungla degli scontI. L’inganno della “concorrenza” solo sul cartellone.

500.000 FIRME. Il sostegno popolare all’iniziativa parlamentare.


Le premesse

La “liberalizzazione” e i prezzi dei carburanti


ØPer chiarezza: nulla può mettere a riparo i prezzi dei carburanti sulla rete italiana dalle speculazioni internazionali o dalle impennate dei mercati.

ØCosì come nessuno può promettere, senza mentire, che i prezzi dei carburanti possano ridursi in modo drastico se non abbattendo il livello di tassazione imposto: come è noto, il margine industriale lordo si aggira tra il 10 e il 12% del prezzo finale al dettaglio.

ØI numerosi interventi legislativi in senso liberalizzatore attuati a partire del 1998, hanno ottenuto soprattutto il positivo risultato di eliminare ogni tipo di barriera all’ingresso di nuovi operatori, come dimostra la chiusura senza condanna della Procedura d’infrazione UE del 2008.

ØAllo stesso tempo, però, una linea di indirizzo politico confusa e poco coerente ha determinato effetti contraddittori rispetto agli obiettivi dichiarati: il numero degli impianti continua ad aumentare, i prezzi non diminuiscono, le attività “non oil” non decollano, ecc.

ØIl grande rilievo mediatico, l’attenzione dell’opinione pubblica sul tema dei prezzi dei carburanti, l’attitudine della politica a rispondere alle pressioni con annunci ad effetto e un certo grado di improvvisazione sono tutti elementi che rischiano di concorrere, a diverso titolo, alla ripetuta assunzione di iniziative inutili quando non controproducenti e dannose.

ØAppare necessario elaborare e realizzare un progetto di riforma capace di intervenire sui “blocchi di sistema” ancora effettivamente esistenti.

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Gli obiettivi della riforma

6 passi verso il mercato e la concorrenza


1.Mutuare da altri settori energetici (es. elettricità) alcuni correttivi normativi proficuamente introdotti con lo scopo di adottare una configurazione regolatoria del mercato più competitiva e concorrenziale, e cioè:

a)costituire un mercato all’ingrosso dei carburanti per autotrazione, definito da un Gestore del Mercato secondo principi di neutralità e trasparenza, che pubblicizzi listini settimanali e che renda più comprensibile la dinamica domanda/offerta, restituendo parametri più rispondenti alla realtà di quelli offerti dai valori, solo virtuali e ipotetici, attualmente assunti attraverso l’andamento dei mercati internazionali sui greggi (es. Brent) o sui prodotti finiti (es. Platt’s);

b)separare nettamente l’ambito del mercato nel quale si muovono i produttori/fornitori da quello della distribuzione finale;

c)affidare ad un Acquirente Unico il compito di ottenere le migliori condizioni di mercato per l’approvvigionamento dei distributori al dettaglio.

2.Rimuovere il vincolo di fornitura in esclusiva finora imposto alle decine di migliaia di imprese dei gestori che attualmente costituiscono oltre il 90% della rete distributiva, dietro la determinazione di congrui corrispettivi tesi a remunerare gli investimenti effettuati dai proprietari degli impianti e lo sfruttamento commerciale del marchio dei fornitori.

3.Flessibilizzare lo strumento contrattuale che regola i rapporti tra i proprietari/fornitori ed i gestori introducendo una pluralità di tipologie contrattuali tipizzate a livello nazionale, al posto dell’unica attualmente esistente, ulteriormente adattabili con una contrattazione aziendale di secondo livello.

4.Imporre la segnalazione al pubblico esclusivamente dei prezzi effettivamente praticati, vietando qualsiasi altro messaggio allo scopo di impedire la proliferazione di avvisi pubblicitari generici di sconto non chiari, spesso ingannevoli e che impediscono il rapido confronto tra le offerte di prezzo dei diversi impianti.

5.Esprimere i prezzi dei carburanti in centesimi con una sola cifra oltre la virgola (es. €cent.149,3 anziché €.1,493) per ottenere una migliore capacità di percezione e d’impatto per il confronto tra le offerte di prezzo dei diversi impianti, senza rinunciare al valore millesimale introdotto in origine, al passaggio dalla lira all’euro, per una maggiore tutela dei consumatori.

6.Consentire l’effettiva chiusura degli impianti dichiarati incompatibili dalle Amministrazioni locali e non adeguati dai proprietari alle prescrizioni poste.

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Gli effetti attesi

I vantaggi per la collettività ed i consumatori


ØRendere più trasparenti le condizioni di approvvigionamento all’ingrosso dei carburanti.

ØContenere in modo sensibile le posizioni dominanti e di “naturale” monopolio sul mercato.

ØAffiancare alla capacità concorrenziale di un numero per ora contenuto di impianti “no logo” e dei supermercati, quella potenziale di decine di migliaia di piccole imprese dei gestori, restituite, in un sol colpo, alla competizione dall’abrogazione del vincolo di fornitura in esclusiva che attualmente le costringe sistematicamente fuori mercato ed a prezzi più alti.

ØOttenere i migliori prezzi dei carburanti possibili, diffusamente su tutto il territorio nazionale, anche presso i punti vendita di marchio.

ØConservare una rete distributiva che offre garanzie di presidio del territorio, capillarità, servizio e assistenza all’automobilista, oltreché occupazione a centinaia di migliaia di lavoratori.

In ultima analisi, secondo una prudente stima, per effetto dei provvedimenti posti all’attenzione del Parlamento, il prezzo dei carburanti si abbasserebbe mediamente di 6 centesimi al litro -il doppio del cosiddetto “stacco Italia” verso l’Europa- con un risparmio di circa 415 euro all’anno medi per famiglia, tra costi diretti e indiretti.

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Prezzi piu’ bassi: si puo’!

Un mercato all’ingrosso liberamente accessibile a tutti


ØIl 28 febbraio scorso, ad esempio, l’impianto posto sul piazzale di un grande ipermercato, nei pressi di una grande città del nord, distribuiva la benzina senza piombo a €.1,445.

ØMeno di 800 metri più in la’, il Gestore di un impianto di proprietà della stessa compagnia petrolifera che rifornisce l’ipermercato, esponeva il prezzo di €.1,541: quasi 10 centesimi di differenza. Come è possibile?

ØIl “segreto” si nasconde nella fattura di acquisto: la petrolifera vende all’ipermercato a €.1,333 (IVA compresa) e al Gestore a €.1,495.

ØMentre il Gestore, soggetto al vincolo di esclusiva, è costretto ad acquistare i carburanti alle condizioni imposte dalla compagnia, l’ipermercato può accedere liberamente al mercato scegliendo le migliori condizioni offerte dai fornitori.

ØIl paradosso è che all’ipermercato, ritenuto comunemente più efficiente ed economico, rimangono altri 9 cent (siva), dopo lo “sconto” di 10, per distribuire i carburanti totalmente in self service. Il Gestore, con i suoi 4 cent scarsi, garantisce anche servizio e assistenza.

Ecco perché, con un mercato all’ingrosso regolato e trasparente e senza più il vincolo di esclusiva per i 23.000 Gestori, secondo una stima prudente, il prezzo dei carburanti si abbasserebbe mediamente di 6 cent, per un risparmio medio di 415 euro all’anno per famiglia.

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La giungla degli sconti

L’inganno della “concorrenza” solo sul cartellone


Sconti2

La Proposta.

Pubblicizzare esclusivamente i prezzi effettivamente praticati al distributore.

“Ne discende che l’utilizzazione di espressioni come “-10 centesimi al litro” volta a comunicare l’applicazione di riduzioni di prezzo, non possa che risultare ingannevole ove non accompagnata dall’indicazione chiara ed esplicita della natura e della misura della grandezza base cui la riduzione si riferisce.” AGCM, Provvedimento n.15661 del 28.6.2006 – P.I. 5118

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Modulofirma500.000 FIRME
il sostegno popolare all’iniziativa parlamentare


Il Coordinamento Nazionale Unitario dei Gestori aderenti a FAIB Confesercenti e FEGICA Cisl avviano una campagna informativa ed una raccolta popolare di firme con l’obiettivo di ottenere 500.000 adesioni di cittadini entro il 31 maggio 2011, a sostegno del disegno di legge di riforma, e poterle poi consegnare ai Presidenti di Camera e Senato.

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